Viaggiare per me

L’altra sera ho cenato dai miei e mia mamma mi ha gentilmente ricordato di portarle il MAV per il pagamento della tassa sui rifiuti prima della mia partenza “perché sai, metti che poi non torni più: non saprei dove andarlo a cercare nel caos di casa tua”.
Io le ho risposto che spererei, nel caso in cui non dovessi più tornare, che il pagamento della TARSU sia l’ultimo dei suoi pensieri.
Ovviamente mi ha chiesto di non riportare questo stralcio di conversazione sul blog (e quando mai).
Ovviamente mi sono ancora dimenticata di portarle il bollettino.

In realtà, dati i miei precedenti, l’osservazione di mia mamma non è così cinica come potrebbe sembrare: mi è già capitato di partire e non tornare più, come mi è capitato di partire intenzionalmente per sempre e invece tornare poco dopo tutta scornacchiata.
In questo caso poi ho pronto il biglietto aereo per lunedì (non è vero, lo devo ancora stampare e tutto: facciamo che lo scrivo qui come se fosse la lavagnetta sul frigo così me lo ricordo), mentre non esiste ancora il biglietto per il ritorno.
A dirla tutta non esiste nemmeno un itinerario preciso, né delle prenotazioni per i pernottamenti, ma solo un’indicazione di massima su quelle che saranno le tappe.
Per essere precisi lo strumento principale di cui mi avvalgo per l’organizzazione di questo viaggio è questo:

Non sto scherzando.

Voglio che questo viaggio sia imprevedibile, proprio come quello di Harold Fry. Voglio mantenere vivo il senso di avventura e di scoperta, seguire il ritmo e l’itinerario dettato dalle emozioni, sia quelle che ho provato leggendo il libro sia quelle che sicuramente affioreranno autonomamente. Viaggiare per me, senza scadenze, traguardi, tabelle di marcia. Con tutta la calma e la curiosità per guardarmi attorno e per guardarmi dentro.

Viaggiare per me. Con un punto alla fine.
Viaggiare per me è… con i tre punti alla fine è invece il contest di DonnaModerna a cui potete partecipare cliccando sull’immagine qui di fianco e completando la frase raccontando cosa significa per voi viaggiare.
Potete anche mettere un cancelletto davanti e partecipare direttamente da twitter e da instagram usando l’hashtag #viaggiareperme.
Ovviamente in palio c’è il libro di Rachel Joyce. Che io in questo momento vorrei poter ricevere in regalo nuovamemte, vorrei poter leggere come se non l’avessi già letto, vorrei poter tenere sul comodino ad aspettarmi alla fine del percorso.

2 Comments on Viaggiare per me

  1. tanta ammirazione per te.
    se passi da southampton fatti sentire..

    un abbraccio enorme e in bocca al lupo

  2. Vale brava!
    ps ho ordinato il libro e magari ci incontriamo in london!

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