Saggio breve sul tostapane, con metafora finale

Questa mattina mi è caduto il tostapane.
L’increscioso avvenimento si è verificato poiché ancora ci si ostina a produrre elettrodomestici sprovvisti di filo magnetico. Se il tostapane avesse il cavo magnetico come l’alimentatore del mac, tirando il cavo questo si scollegherebbe dall’apparecchio evitando che per un minimo inciampo il tutto rovinasse indecorosamente a terra. Probabilmente in questo modo il tostapane costerebbe quanto un mac ma EHI, pensateci! produttori di tostapane: noi persone goffe siamo disposte a PAGARE per questo tipo di accorgimenti! E siamo tanti! Avete un mercato!
Tornando al tostapane, durata della cui vita nota bene settimane una (è italiano questo? temo di no), è rovinato clamorosamente a terra. L’ho raccolto e faceva quel rumorino. Tic tic. Tic tic. L’ho capovolto e scosso: un pezzettino di qualcosa di metallo è rotolato all’interno, si è appoggiato verso la fessura in cui infilare la fetta di pane. L’ho scosso di nuovo. Tic tic. Il pezzettino non è uscito. Ho capovolto nuovamente il tostapane e il pezzettino e rotolato di nuovo verso il fondo.
Ho preso due fette di pane. Le ho infilate nelle loro brave fessure, ho acceso l’apparecchio e in pochi secondi erano perfettamente tostate.
Ora, quello che io mi domando è: quando possiamo dire che il tostapane è definitivamente rotto?
C’è un pezzo al suo interno che vagola, dislocato dalla propria apposita sede, producendo un pernicioso rumore di tic tic. Prima questo non accadeva, posso affermare con ragionevole certezza che il pezzettino metallico si sia staccato a causa della caduta. Quindi è sicuramente rotto.
Eppure il pane si tosta perfettamente, quindi il tostapane indubitabilmente non è rotto.
Qui si apre un dilemma, quindi. Una questione di sfumature. L’essere rotto attiene all’integrità delle parti o alla funzione? Il tostapane è rotto ma funziona, oppure funziona ma è rotto?
E le persone? Succede la stessa cosa con loro? Abbiamo dei pezzettini che fanno tic tic e sanciscono il nostro essere rotti nonostante all’apparenza siamo in grado di procedere e portare a termine i nostri compiti? E non possiamo trovare il modo di sostituire i nostri cavi di alimentazione con dei cavi magnetici in modo da preservarci dai piccoli, inevitabili inciampi e dalla nostra stessa goffaggine?
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photo credit: James Nash (aka Cirrus) via photopin cc

3 Comments on Saggio breve sul tostapane, con metafora finale

  1. Mi hai fatto pensare a “dov’ è l’io?”. Era una bella storia: se ti tagliano un braccio, tu sei “io con un braccio staccato”, non ci sono dubbi, ma se ti tagliano la testa sei “io senza testa” o “io senza corpo”? Il rapporto tra le parti e il tutto è sempre stato molto affascinante!

  2. Le pilloline. Per noi ci sono le pilloline.

  3. maddai, la moderazione. Ma perfavore.
    Io proprio mah. Boh.
    Evabè.

Rispondi a Sergio Effe Quattro (@Sergiof4) Annulla risposta

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