L’ironia è una cosa seria

Sono fortunata: conosco molte persone intelligenti. Non tutte le persone intelligenti che conosco sono ironiche, ma questo non le rende meno intelligenti. Però conosco anche alcune persone ironiche, e tutte le persone ironiche che conosco sono anche molto intelligenti.
Poi a volte la fortuna si affievolisce e mi capita di incontrare, soprattutto in rete, persone che credono che autodefinirsi ironiche o diocenescampieliberi autoironiche sia una specie di “arimo” dialettico, tipo mantello dell’invisibilità per sfuggire ad ogni critica. Il superpotere che ti mette automaticamente al di sopra di ogni discussione: “tu non puoi giudicarmi: io sono AUTOIRONICA” dicono, prendendosi terribilmente sul serio. E dimostrando in questo modo tutto l’opposto di quello che affermano, ovvero non solo di non essere ironiche ma di non possedere nemmeno il quantitativo minimo del presupposto fondamentale perché l’ironia si possa esprimere: l’intelligenza.

 

 

 

NB: come si può desumere dalla brillante dissertazione io non mi ritengo abbastanza intelligente dall’arrogarmi il diritto all’ironia e ripiego sul sarcasmo: più maneggevole, meno impegnativo. Conto molto sulla lentezza degli imbecilli del web nel procedere con l’apprendimento di parole nuove da inflazionare: secondo le previsioni ci vorrà ancora qualche tempo prima che arrivino alla S.

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photo credit: CarbonNYC [in SF!] via photopin cc

5 Comments on L’ironia è una cosa seria

  1. Giuditta De Risi // 12 ottobre 2014 a 02:22 // Rispondi

    Ciao,
    anche io sono una bloggallina (ti concedo una risata visto che ti piace tanto questo nome).
    Non sono venuta qui per dire che sono autoironica. Troppo semplice!
    Ho letto questo tuo preziosissimo post e (a mio avviso) l’ho trovato assolutamente privo di una qualsiasi utilità.
    Per quanto mi riguarda adoro cucinare e condividere ricette sul web. Lo faccio per pura passione, non ho mai ricevuto prodotti da nessuno e nemmeno vorrei ricevere nulla. Non trovo corretto che tu o Monica parliate di noi usando termini come marchettare o imbecilli. Lo trovo vergognoso, e scorretto, soprattutto perchè non ci conoscete.
    Ricorda che l’umiltà è una bellissima qualità, e purtroppo mi sembra che ti manchi. In questo post hai mostrato proprio questo soprattutto con la tua nota finale (alquanto discutibile).
    Posso capire che non ti piaccia il nome del gruppo, ma non per questo intendo accettare insinuazioni del tutto false.
    Mi raccomando, non dire che questo era un post generico perchè la foto parla molto chiaro.
    Detto ciò ti saluto con molto piacere.
    Buona serata.

    Giuditta

    • Cara Giuditta,
      grazie per il tuo commento. Rispondo brevemente solo sull’unico punto sensato: il post ovviamente non è generico e prende spunto proprio dalla discussione a cui fai riferimento. Purtroppo però devo informarti che non siete le prime a utilizzare l’arma segreta del definirsi autoironiche in modo inappropriato: c’è una lunga tradizione da ben prima che aprissero i pollai, quindi se l’occasione per scrivere queste quattro righe me l’avete data voi il concetto è applicabile in modo molto più esteso. Per questo motivo non ho fatto esplicitamente nomi e non ho parlato di altri argomenti emersi là (marchette, pacchi di farina, altre questioni che sinceramente non mi appassionano) concentrandomi solo su quello specifico atteggiamento. Mi fa piacere comunque che ti sia riconosciuta nel post e abbia voluto comunque esprimere la tua opinione.

  2. Il sarcasmo è una figura retorica consistente in una forma pungente ed amara di ironia, volta allo schernire o umiliare qualcuno o qualcosa. Altrimenti definito la forma più bassa di arguzia, perché qui appunto l’intento non è quello di utilizzare ironia e arguzia, ma il sarcasmo e le sue basse sorelle, per umiliare e offendere persone che semplicemente hanno scelto un diverso sistema di essere. Io a quelli che si ergono a pulpito di tutta l’umana ignoranza parlando dall’alto di piedistalli che si son costruiti da soli dico: la vera intelligenza non si nutre di polemiche, né di sarcasmo e neanche di ironia o arguzia. la vera intelligenza si nutre della comprensione di quanto possa essere diversa e variegata l’umanità, senza empatia l’intelligenza non ti appartiene mia cara, cosa evidente.

  3. Intelligenti pauca, soprattutto. Brava Valentina.

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