Il tema di fine anno

Cara maestra,

non sono ancora iniziate le vacanze di Natale ma so che come ogni altro anno ci consegnerà un tema da svolgere sull’anno appena trascorso e così ho pensato di portarmi avanti e consegnarle già da ora il mio tema sul 2011, bilancio e riflessioni.

 

Il 1 gennaio 2011 avevo la febbre. L’anno già non iniziava sotto i migliori auspici, ma io sono andata lo stesso a pattinare sul ghiaccio con i miei amici e a divertirmi con loro pensando che tanto sarebbe passata. Invece sono rimasta a letto quasi un mese perché non era una febbre normale ma era la SCARLATTINA. Da questa esperienza ho capito che non bisogna mai spingersi oltre i propri limiti fisici e soprattutto che alcune malattie non esistono solo nei libri dell’Ottocento ma ce le si può tranquillamente prendere anche tipo in aeroporto.

A febbraio sono guarita dalla scarlattina e mi sono licenzata dal lavoro. Ero molto contenta perché era un lavoro che non mi piaceva tanto e le persone per cui lavoravo erano tipo quelle che adesso tutti vorrebbero impiccare agli alberi del parco di trenno perché sono quelli che hanno inventato la bolla della speculazione sui mutui e la crisi e i milioni di euro bruciati in borsa in cinque minuti eccetera. Solo che per tutto il mese ho dovuto lo stesso lavorare perché non è che uno si licenzia e sta a casa. No. Deve ancora lavorare per tot settimane.

Poi ad aprile ho messo tutte le mie cose su un furgone (i mobili, i libri, gli spartiti, il ferro da stiro, il bellissimo stendino gulliver della foppa pedretti, il microonde, l’aspirapolvere, tutti i vestiti e le scarpe, la stirella, i cd, lo stereo, il computer, le stoviglie della cucina, tutto) e sono andata in Cornovaglia. La Cornovaglia è un posto meraviglioso. La mia casa era sul limitare di un paesino con circa 138 case (no circa, le ho contate) e si affacciava sulla brughiera. Tutte le mattine guardavo la brughiera, le pecore, i pony selvatici, la pioggia, il mare in lontananza, i cespugli di erica. Molto bello, davvero.

In maggio ho messo un po’ di libri e un po’ di spartiti in quattro scatole, le ho portate all’ufficio postale del paesino di 138 case e le ho spedite a Milano. Poi ho preso i gatti, li ho messi in un trasportino, ho preso il taxi, poi il treno, poi un altro treno e poi l’aereo e sono tornata a Milano. Perché la Cornovaglia era davvero bellissima, però io no. E neanche la persona con cui ci stavo (anche se lavorava da un’altra parte e la vedevo solo il finesettimana).

In giugno ho fatto pitturare tutti muri della casa di Milano di un bel giallo sole. Tanto non c’erano mobili da spostare perché era rimasto tutto in Cornovaglia e io volevo avere un colore allegro per tirarmi su di morale. E poi piaceva anche ai gatti. Mi sono messa a cercare dei lavori, ma non come quello di prima, dei lavori per lavorare ed essere più contenta. Mentre cercavo i lavori mi hanno chiamato quelli della casa che mi hanno detto “ma tu avevi disdetto l’affitto e noi la casa l’avevamo promessa a un’altra persona” e io gli ho detto “ma io sono tornata e ho fatto la disdetta della disdetta” e loro “infatti se vuoi restare è tuo pieno diritto, però quest’altra persona è anziana, poverina, qui sarebbe vicina ai suoi figli, tanto a te cosa cambia, ti troviamo un’altra casa, ma se vuoi restare qui resta, tanto quella poverina signora anziana sarà costretta dal tuo egoismo a morire lontano dai figli e…” “occhei, me ne vado”. Ma in realtà andavo solo a sentire i concerti e a limonare con ragazzi che poi mi avrebbero odiato per il resto della vita, e a fare colloqui.

A luglio sono andata ad abitare nella casa nuova. Anche se nel frattempo avevo trovato un lavoro nello stesso cortile della casa vecchia. E vabbè, non è che una può sempre stare lì a lamentarsi. Almeno avevo di nuovo una casa e un lavoro.

Ad agosto è venuta una mia amica nella casa nuova. Era la prima volta che veniva. Era anche la prima volta che la vedevo. Era anche la prima volta che ospitavo qualcuno a casa mia, perché nelle altre case c’erano sempre dei fidanzati che non volevano che ospitassi le mie amiche.

Poi a settembre e a ottobre non è successo niente. Io volevo sempre che certe cose cambiassero, ma non dipendevano da me, e allora passavo le giornate a lavorare e le serate a giocare coi gatti.

Finché non è arrivato novembre e quelli del lavoro mi hanno detto “da domani non lavori più”. E io gli ho detto “ma come. L’altro lavoro che avevo quando me ne sono voluta andare ho dovuto lavorare per altre tot settimane e questo lavoro che lo voglio invece devo stare a casa da domani?” e loro “sì” e io “ma cosa dice il contratto” e loro “quale contratto ahr ahr ahr. E per l’impudenza di questa domanda sai cosa? non ti paghiamo neanche il mese di ottobre” e io allora sono andata dall’avvocato e adesso non so come vada la cosa ma mi fido di lui e vedremo.

E poi finalmente è arrivato dicembre. E tutto quello che ancora mi poteva cadere sulla testa mi è caduto sulla testa. E non resta nient’altro.

Ho fatto una profezia maya che dice che il mondo finiva nel 2011 e l’ho fatta avverare. Però sono successe anche tante cose belle: sono andata al concerto dei Bell&Sebastian, e anche a quello dei FooFighters, e poi sono usciti ben due dischi entrambi con il mio nome nei ringraziamenti, e ho litigato con alcune persone con cui poi ho fatto pace, e la mia amica del cuore mi ha portata con sè quando ha fatto l’ecografia e abbiamo visto insieme i pugnetti e il naso del fagiolino che porta in grembo. Ho visto tanti posti e preso tanti abbracci, e forse ho anche un lavoro che è molto strano ma mi fa ridere e quindi è bello.
Adesso faccio un’altra profezia maya che dice che il mondo ricomincia nel 2012. Nel frattempo, in questa ventina di giorni che avanzano fino al nuovo anno, prometto che mi impegnerò a rimanere viva.

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Photo credits: Viktor Hanacek via Picjumbo

5 Comments on Il tema di fine anno

  1. Cara Malapuella,
    spingerci oltre i nostri limiti, fisici o di altro tipo, è il modo in cui cresciamo, diventiamo più bravi, impariamo cose nuove. La tua esperienza ti ha mostrato che superare i propri limiti più del dovuto può far male, ma osare sempre un pochino di più è importantissimo per svegliarci domani come persone migliori di quelle che siamo oggi.

    È stato un anno difficile il tuo, e i maya non hanno certo aiutato, ma vedo che li stai prendendo di petto e riuscirai a mettere in riga anche loro. Se c’è una cosa certa, è che comincerai l’anno nuovo molto più forte di quanto eri quando è iniziato questo.

    Non lasciare andare questi ultimi venti giorni solo perché fanno parte dell'”anno vecchio”: sfruttali al massimo, e se proprio sei così legata alle scadenze usali per costruire il trampolino di lancio del tuo 2012 che sono certa sarà grandissimo.

    Buona fortuna, e studia!

    La tua Maestra, che nonostante tutti i compiti a casa ti vuole bene.

  2. Preziosa Malapuella,
    la presente per dirti che ti ho appena assunta come collaboratrice essenziale nel progetto di ristrutturazione della mia vita che, quest’anno, è andata più o meno come la tua, a parte la Cornovaglia e qualche altro dettaglio. Finora non ti avevo mai scritto, pur leggendoti (e ascoltandoti) spesso, ma prima che l’anno si chiuda ufficialmente tengo presentarti i sensi della mia più profonda stima. Come dice un mio amico, ‘mal comune, epidemia’, ma credo che io e te abbiamo trovato la cura.

    p.s. i gatti, prima o poi, salveranno il mondo.

  3. Dr Manhattan // 11 dicembre 2011 a 01:06 // Rispondi

    If you want a lover
    I’ll do anything you ask me to
    And if you want another kind of love
    I’ll wear a mask for you
    If you want a partner
    Take my hand
    Or if you want to strike me down in anger
    Here I stand
    I’m your man

    If you want a boxer
    I will step into the ring for you
    And if you want a doctor
    I’ll examine every inch of you
    If you want a driver
    Climb inside
    Or if you want to take me for a ride
    You know you can
    I’m your man

    Ah, the moon’s too bright
    The chain’s too tight
    The beast won’t go to sleep
    I’ve been runnin’ through, these promises to you
    That I made and I could not keep
    [- From: http://www.elyrics.net/read/l/leonard-cohen-lyrics/i_m-your-man-lyrics.html -]
    Ah but a man never got a woman back
    Not by beggin’ on his knees
    Or I’d crawl to you baby
    And I’d fall at your feet
    And I’d howl at your beauty
    Like a dog in heat
    And I’d claw at your heart
    And I’d tear at your sheet
    I’d say please
    I’m your man

    And if you’ve got to sleep
    A moment on the road
    I will steer for you
    And if you want to work the street alone
    I’ll disappear for you
    If you want a father for your child
    Or only wanna walk with me a while
    Across the sand
    I’m your man

    If you want a lover
    I’ll do anything you ask me to
    And if you want another kind of love

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