Il bizzarro incidente del tempo rubato

“Sei pronta a rimetterti in viaggio?”
Questo era l’oggetto della mail, il corpo invece era assente. Mi è bastato guardare il mittente per correre a tirare giù la valigia dall’armadio dopo aver scritto un frettoloso ed entusiasta “SI’!” di risposta.

Rachel Joyce ha scritto un nuovo libro intitolato “Il bizzarro incidente del tempo rubato”, e dal primo di ottobre sarà in libreria per Sperling&Kupfer. La storia ha inizio nel 1972 quando per allineare il calendario alla rotazione terrestre sono stati aggiunti due secondi al tempo. Byron, che all’epoca è un bambino, è fortemente impressionato da questa notizia: come è possibile aggiungere del tempo al tempo? Se c’è significa che c’è sempre stato. Altrimenti anche solo questi due secondi sono un’irreparabile forzatura nel corso della vita e della scienza, e le conseguenze non possono che essere terribili.

Come nel precedente libro “L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” i protagonisti di questa storia sono messi di fronte ad avvenimenti minuscoli eppure totalmente sconvolgenti, tanto da cambiare in modo radicale le proprie vite. Ma se il tema di Harold Fry era il viaggio, fatto di passi che diventano chilometri e di speranze che diventano azioni, in questo caso il piccolo Byron ha a che fare con qualcosa di molto più sfuggente, qualcosa di difficilmente comprensibile dalla mente: lo scontro tra le convenzioni e la realtà.

Anche il mio viaggio allora sarà diverso: non più un percorso nello spazio e nella geografia ma un viaggio alla ricerca di tutti i secondi rubati, aggiunti o perduti, e di tutte le storie che per un piccolo slittamento temporale hanno preso una piega inaspettata.

Questo è il calendario della mia ricerca: allo scoccare delle 5 di pomeriggio (perché in fondo quale ora migliore se non l’ora del te?) sarò sotto agli orologi di alcune piazze italiane per cercare i due secondi.

Venerdì 27 settembre, Torino – Tettoia dell’orologio di Porta Palazzo
Sabato 28 settembre, Como – Piazza San Fedele
Venerdì 4 ottobre, Perugia – Piazza IV Novembre
Sabato 5 ottobre, Bologna – Piazza Ravegnana
Martedì 8 ottobre, Verona – Piazza delle Erbe
Sabato 12 ottobre, Lecce – Piazza Duomo

Cercherò i custodi del tempo, siano essi orologiai, campanari o semplici passanti con una storia da raccontare. Ma vi ho dato il calendario perché possiate unirvi a me nella ricerca: sono sicura di passare anche vicino alla vostra città, ma se così non fosse potete comunque mandarmi i vostri #2secondi su twitter, e io li raccoglierò con amorevole cura qui.

Sarà un viaggio interessante, prometto bizzarri incidenti e tempo da centellinare secondo dopo secondo. Chi viene?

 

6 Comments on Il bizzarro incidente del tempo rubato

  1. Che cosa carina *_* Peccato non ci sia Brescia 🙁

    • Milo, aggiungila tu! Tuittami/instagrammami gli orologi di Brescia oppure raccontami i tuoi #duesecondi, così mappiamo il tempo rubato anche di questa città (bellissima)

  2. ti ho seguita nel viaggio di Harold e ti seguirò anche sotto gli orologi 😉

  3. Ciao, ti invio qui i miei due secondi….

    Torino è una città magica, segnata ed allo stesso tempo artefice di una storia lunga, travagliata, bella ed intrigante…per questo amo portare gli amici stranieri a zonzo per la mia città.

    Tra tutte le piazze, palazzi, musei e grandi viali, c’è un luogo dove si fermano le lancette dell’orologio: la Basilica di Superga, dietro, sul terrapieno dove nel ’49, il 4 Maggio, si fermò la storia del Grande Torino per diventare Leggenda.

    Ma l’amore per il calcio e per quella maglia non hanno nulla a che vedere con le emozioni di quei due secondi.
    Due secondi sono sufficienti per iniziare a leggere i nomi dei ragazzi, bastano per farmi venire la pelle d’oca ed il pensiero vaga nel tempo e nello spazio. Dal ricordo della prima volta che mio zio mi raccontò la storia, alle mille volte che Don Giuseppe mi ha raccontato di quel giorno di pioggia, le ore di studio e preghiera in seminario a pochi metri da lì e poi il boato, le facce della gente comune che iniziava a risalire la collina per venire a vedere coi propri occhi che quel simbolo della rinascita italiana post bellica non c’era più.
    In quei due secondi si intrecciano sentimenti privati, la malinconia per chi ha già raggiunto lassù i ragazzi, ricordi d’infanzia, amicizie legate da quel luogo, ma anche visi di persone mai viste, segnate da quegli anni di guerra e povertà e la consapevolezza di essere legati da un sentimento comune che resta vivo nel tempo e unisce persone lontane nel tempo e nello spazio. Un sentimento di unione che forse manca nella società di oggi.

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