La ruggine sulle cerniere del cancello, la sensazione cedevole del fango sotto lo strato di foglie morte, i ricci delle castagne, i guanti senza dita ruvidi nei pugni stretti in tasca. Il profumo del sottobosco, di acqua marcia e foglie e terra, arriva dolciastro e morbido nelle narici ad ogni respiro, e le cura dall’asprezza pungente dell’aria fredda che le fa pizzicare e che fa lacrimare gli occhi. L’odore della legna che brucia nel camino, le guance che scottano, mentre la camomilla scalda le mani, la pancia e gli occhi, e con lentezza raccogli le gambe, con lentezza sotto alla panca, raccogli le ganbe con lentezza mentre la camomilla fa diventare le mani più pesanti, e la pancia più profonda, e gli occhi più pesanti, e gli occhi più profondi.




Questa sciarpina qui è bellissima, e io la voglio. Se sapessi lavorare a maglia farei solo queste sciarpine tenere.