La canzone d’amore di Queenie Hennessy

Ci ho messo tanto a scrivere gli appunti di lettura su questo libro perché si tratta ovviamente di un’autrice e di una storia a cui mi sento ancora legatissima. E se non sapete perché, potete trovare tutto qui. 
Dopo “Il bizzarro incidente del tempo tubato” ero un po’ preoccupata nel prendere di nuovo in mano un libro di Rachel. Da un lato non vedevo l’ora di ritrovare la storia commovente di Harold e i personaggi a cui voglio ancora tanto bene, dall’altro avevo paura che non fosse all’altezza del primo romanzo: temevo che tutte le emozioni che avevo trovato e rivissuto con il primo libro si sarebbero trasformate in un cliché, andando a ricalcare il tracciato delle prime impressioni senza portare nulla di nuovo. Fortunatamente mi sbagliavo.
Se “L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” era un libro sull’assenza e sul dare una forma definita ai fantasmi che vengono da abitarla, “La canzone d’amore di Queenie Hennessy” colma quei vuoti con nuovi sentimenti e nuove emozioni. Non è il seguito del primo romanzo, ma il suo completamento. Nel primo romanzo la scrittura di Rachel Joyce aveva compiuto un lavoro più simile a quello della scultura, togliendo materia, cesellando spazi vuoti, alternando la presenza e le azioni con l’aria sottile di quello che non può essere detto. In questo romanzo ogni buco viene colmato. Come in un intarsio, o meglio ancora come una fotografia con il suo negativo. I ruoli si ribaltano, le distanze si colmano, tutto quello che era nascosto ora viene portato al centro della scena e riempie il racconto di vita vibrante. La rinuncia e la sofferenza hanno un peso enorme, ma vengono inserite in un quadro più ampio, in cui tutto acquisisce un senso. Adesso il mio sogno segreto è che Rachel scriva di nuovo la stessa storia dal punto di vista di Maureen, o magari arrivare anche a una tetralogia con un romanzo raccontato dal punto di vista di David. Perché Rachel Joyce ha davvero il dono di indagare tra le pieghe dei comportamenti umani per scovare sentimenti e motivazioni, e una profondità nel creare il mondo interiore dei proprio personaggi che riesce sempre a sorprendere.

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