Da quando sei scomparsa

phpThumb_generated_thumbnailjpg (2)Ormai sono una grandissima lettrice di thriller. Fino a pochissimo tempo fa rifiutavo in blocco il genere perché avevo paura di impressionarmi, poi ho scoperto che in realtà impressionarsi per un libro è molto divertente. La cosa più difficile resta scrivere qualcosa su un thriller senza però dire troppo: il rischio spoiler è sempre in agguato.
In questo caso posso dire che una delle cose che mi ha tenuta incollata alle pagine è il senso di empatia per la protagonista, oltre al fatto di volere ovviamente sapere come va a finire. Essendo una persona abbastanza sbadata e portata al disastro ho sentito subito molto mia la reazione di Lisa quando scopre non solo che la figlia tredicenne della sua migliore amica è scomparsa dal giorno prima ma anche che avrebbe dovuto averla lei in custodia. Sgomento, senso di colpa, ansia. Tutto il resto è una bella trama con diversi colpi di scena grandi e piccoli, condito in salsa di “il paese è piccolo e la gente mormora”.
Nota sul titolo: l’originale suona più come un “Che razza di madre sei?”, determinando in modo abbastanza preciso il tipo di tensione che si viene a creare durante il procedere del libro, dovuta non solo agli avvenimenti agghiaccianti ma anche alle dinamiche della piccola comunità che stritolano la protagonista su tutti i fronti.
Quattro roselline su cinque.

2 Comments on Da quando sei scomparsa

  1. “impressionarsi per un libro è molto divertente” è una frase bellissima! Da fascetta! 😉
    Sì, il titolo originale era molto esplicito, anche troppo: probabilmente in Italia avrebbe corso il rischio di suonare più adatto a un manuale semiserio sulla maternità… Un po’ troppo poco evocativo per un romanzo, secondo me, ecco perchè ci siamo orientati su altro.

  2. I libri di self-help sulla maternità ci rovineranno l’esistenza (e gli scaffali!). Adesso però mi immagino le possibili scene e reazioni di una lettrice poco attenta che pensa di aver comprato un libro rosa ironico o un manuale su gioie&dolori della procreazione e si trova catapultata nel regno dell’angoscia: non smetterò mai più di ridere.

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