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agosto, 2011

  1. Shonanoka – her space holiday

    agosto 24, 2011 by Valentina

    Di notte costruisco dei castelli meravigliosi pieni di torri e camminamenti sospesi e passaggi segreti e ponti levatoi e fossati con dentro i coccodrilli e i lucci feroci e giardini nascosti con alberi dalle foglie viola e uccelli che cantano in contrappunto e finestre e trafori e tetti spioventi per ripararsi quando fa troppa luce o troppo vento.
    Poi inizia ad entrare la luce dalla finestra della camera da letto e immagino gli incendi e le alluvioni, immagino i cedimenti delle travi di legno e l’umido che corrode la pietra delle cantine piano piano, inizio a vedere le macchie di muschio sui cardini dei portoni intagliati.
    Allora rado al suolo tutto, giardini e lucci compresi. E mi alzo. Bevo un bicchiere d’acqua e inizio a ripulire lo spazio dalle macerie. Passo l’aspirapolvere sui prati, il ferro da stiro sulle colline, smacchio i boschetti di betulle con pazienza certosina. Cosi’ quando poi arrivi, perche’ prima o poi arrivi, lo so, trovi tutto a posto e in ordine, senza nessuna traccia della grandezza e del disfacimento che ti hanno preceduto.


  2. Per fortuna ho ancora le orecchie / 4

    agosto 17, 2011 by Valentina

    Ci sono momenti in cui mi rendo conto di essere una persona orribile. Tipo quando mi chiedono “ma la compila di Agosto?” e io rispondo incarognita “E’ sul blog! Vai sul blog! Ecco, non segui il blog!”.
    E poi invece sul blog mica l’avevo ancora messa. Bah. Per fortuna, almeno, ho ancora le orecchie.

    Agosto e’ una cosa a meta’


  3. La palla da basket

    agosto 13, 2011 by Valentina

    La palla da basket non e’ una roba che una si mette in casa volentieri. La palla da basket la porta lui. Non si capisce perche’, dato che in periodi piu’ o meno lunghi di convivenza ne’ io ne’ tutte le amiche con cui mi sono confrontata sull’argomento l’hanno mai vista nella sua precipua funzione. Ma in ogni casa in cui vive un uomo esiste una palla da basket.
    Lui, il maschio detentore della palla da basket, vede in questo oggetto il se’ stesso piu’ attivo e sportivo, quello che va il giovedi’ sera a fare la partitella con gli amici e che la domenica dopo un’oretta di jogging al tramonto si diletta con qualche tiro prima di rientrare a casa.
    Per questo probabilmente, e per non dover affrontare il brutale confronto con la realta’, la nasconde. Tipicamente sotto il letto, o sotto al divano. Anche perche’ in una casa in cui convivono piu’ o meno stabilmente due adulti non c’e’ “il posto delle palle da basket”. Ecco che allora sara’ quella roba che continua a rotolare fuori da sotto il divano ogni volta che si cerca di pulire il pavimento, verra’ relegata in balcone appoggiata dentro a un vaso vuoto, ficcata in cima all’armadio in ripostiglio, posizione da cui cadra’ nel cuore della notte con un tonfo pesante e sordo (perche’ nessuna delle palle da basket che abbiamo in casa e’ ormai abbastanza gonfia da riuscire a rimbalzare) a cui fara’ seguito il nostro sospiro rassegnato e il loro russare beato.
    La palla da basket come metafora delle di lui migliori intenzioni mai realizzate che si trasformano in un costante impiccio.


  4. Per fortuna ho ancora le orecchie / 3

    agosto 1, 2011 by Valentina

    Ho ancora le orecchie ma non ho piu’ una connessione, quindi al volo, approfittando dell’ospitalita’ della casa materna che provvede cibi cucinati e cavetti adsl, ecco a voi – tadaaaa’ – le compile di Giugno e Luglio

    Giugno e’ per non avere paura

    Luglio e’ per fare in fretta